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La storia del mio primo tatuaggio

Ho sempre amato i tatuaggi. Sono delle piccole opere d'arte incise sulla pelle, dei ricordi, dei simboli. Ma non avevo mai preso seriamente in considerazione l'idea di farne uno. Per me un tatuaggio deve avere un significato, e io non avevo in mente nulla di abbastanza importante da spingermi ad imprimerlo in maniera indelebile sulla pelle. Fino all'estate scorsa. Un anno fa è iniziato un periodo difficile, pieno di incertezze, di paure, di debolezze. Mi sentivo impotente, sospesa. C'è una frase di Albert Camus che mi ha sempre emozionata: "Nel cuore dell'inverno, ho scoperto che dentro di me c'è un'estate invincibile". Queste parole hanno il potere di infondermi una grandissima forza. Proprio ciò di cui avevo così bisogno.

Così ho iniziato a considerare l'idea di tatuarle. Per ricordarmi di non perdere mai la speranza, per ricordarmi di essere sempre forte. Ma c'era un problema: dove tatuare una frase così lunga, ottenendo anche un risultato estetico gradevole? Alla fine, dopo aver valutato varie soluzioni, decisi di limitarmi alle parole più significative, ovvero "invincible summer". Inizialmente pensai al polso. Poi trovai per caso il sito di un famoso tatuatore (Yann Black), con uno stile particolarissimo. Innamoratami follmente dei suoi lavori, mi misi a lavorare ad un disegno che contenesse anche la famosa frase. Dopo vari tentativi, finalmente ero soddisfatta del risultato. L'avrei tatuato sulla parte bassa delle pancia. Sembravo davvero convinta, avevo anche chiesto un preventivo alla tatuatrice. Eppure non mi convincevo mai a prendere appuntamento, rimandavo sempre. Alla fine mi resi conto di non essere del tutto sicura. Un tatuaggio sul ventre può rovinarsi, e il risultato finale, esteticamente parlando, non mi soddisfaceva del tutto. Visto che un tatuaggio è per sempre, decisi di prendermi altro tempo per pensare.

E' così che sono giunta al disegno definitivo. Ho tramutato in simbolo il significato di quella frase a me tanto cara, e ho anche aggiunto altri due simboli importanti: il fiore di loto simboleggia la rinascita, la spirale la rigenerazione, la stella e il cerchio la lotta tra razionale (cerchio) e irrazionale (stella). Ho lavorato io stessa al disegno, volevo che fosse totalmente mio. Location: parte alta della schiena, zona che si adatta perfettamente al disegno, e che reputo molto sexy.

Quando ho preso appuntamento avevo le farfalle nello stomaco. Dopo quasi un anno, stavo per realizzare un piccolo grande sogno. Ancora due settimane. Durante l'attesa ero molto tranquilla. Non avevo paura, ero solo impaziente. L'ansia è arrivata tutta insieme, la sera prima del grande giorno...un'ansia pazzesca!

Il giorno fatidico è infine arrivato. Ero terrorizzata. Un pò era paura del dolore, un pò erano le tante aspettative. Mi accoglie la sorella di Monya, che mi fa firmare il consenso informato. Ho scarabocchiato una firma orribile, tanto mi tremava la mano! Poi sono andata nella stanza dei tatuaggi. Mi sono preparata, mentre Monya apriva le buste con gli strumenti (rigorosamente impacchettati e monouso) e assemblava la macchinetta. Prossimo step: lo stencil. Dopo due tentativi, abbiamo trovato la posizione perfetta. Paura. Ero sudatissima. Il mio ragazzo, venuto a stringermi la mano in caso di bisogno e a fare il servizio fotografico, cercava di farmi ridere, di farmi rilassare. Ma niente, ero in un altro mondo. Il primo tatuaggio è il primo tatuaggio, chi ci è passato può capire. Mi sono posizionata sulla poltroncina, a cavalcioni, con la testa appoggiata allo schienale. La posizione non è delle più comode. Sul tavolo da lavoro era tutto pronto, io ero pronta. Gli attimi che hanno preceduto l'inizio del lavoro sono stati terribili. Sentivo il rumore della macchinetta, e aspettavo la sensazione dell'ago sulla pelle. Eccolo. Come primo impatto, è stato più che positivo. Ho pensato "tutto qui?". Mi aspettavo una sensazione più dolorosa, invece avvertivo un pizzicore continuo, misto a bruciore. Intenso, ma sopportabilissimo.
Ma subito dopo è iniziato il dolore. Sentivo come se la pelle si spaccasse al passaggio dell'ago. Non potevo muovermi, ed è stato davvero terribile dover rimanere immobile, quando istintivamente mi sarei voluta ritrarre. Ho iniziato a sudare, mi sentivo il viso caldissimo. Confesso che avevo gli occhi pieni di lacrime. Respirare profondamente mi ha aiutata, così come stringere il bordo della poltrona o la mano del mio fidanzato. Poi, fortunatamente, il fastidio è tornato ad essere sopportabile. In alcuni punti, addirittura, sentivo solo un leggero formicolio. Ho finalmente potuto tirare il fiato, chiacchierare. Dopo aver completato il contorno, ho fatto una pausa, scattato qualche foto. Poi Monya ha fatto le sfumature sui petali. Posso confermare: è molto meno doloroso!

Dopo un'oretta il tatuaggio era finito! Credo che non dimenticherò mai la sensazione di euforia che ho provato! Avevo mal di testa, avevo le gambe stanchissime (per lo sforzo di dover rimanere ferma, per la posizione scomoda, per la tensione accumulata). Ma ero anche maledettamente felice! Mi sono guardata. Amore a prima vista! Il mio tatuaggio è bellissimo, molto più di quanto avessi potuto immaginare/sperare. Monya mi ha spiegato come prendermene cura (lavaggi con sapone antibatterico e crema bepanthenol per la prima settimana, poi crema idratante due volte al giorno) ho pagato, l'ho ringraziata e sono uscita, camminando ad un metro da terra.

Per il primo quarto d'ora circa, la pelle bruciava. Come se mi fossi presa una bella scottatura solare. Poi il bruciore è scemato, ed è rimasto un indolenzimento generale. Il periodo di guarigione è andato benone, senza problemi. I primi giorni la pelle era dolorante al tatto, lo stesso dolore che si prova nel toccare la pelle bruciata dal sole. Prendermi cura del mio tatuaggio era fastidioso, ma l'ho fatto con tantissimo amore. Ora la sua buona riuscita dipendeva solo da me. Dal terzo giorno ha iniziato a spellarsi, a fare le famose crosticine e a prdudere. A tratti il prurito era terribile, e non potermi grattare una vera tortura. Ma accarezzare la pelle con i polpastrelli (rigorosamente puliti) mi dava un pò di sollievo. Nel giro di dieci giorni era completamente guarito.

Ora è un mese che il mio "bambino" è con me, e io ne sono pazzamente innamorata. Ogni volta che lo guardo mi sento bene, più ottimista e coraggiosa. Lo rifarei altre mille volte!

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submitted by: Anonymous
on: 09 July 2008
in Tattoos

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Artist: Monya
Studio: Tattoo+Lamu
Location: Treviglio+%28BG%29+-+Italy

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