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Finalmente ho le ali anch'io!

Per il mio quarantesimo compleanno, ho deciso di regalarmi qualcosa che rimanesse per sempre...

Dopo tanti piercings e tatuaggi, ho voluto fare la mia prima scarificazione.

Non ho avuto dubbi ad optare per il cutting, perché e dire la verità, il branding mi fa più paura.

Al mio piercer ho chiesto di prepararmi dei disegni per le mie ali, e man mano che lui ci metteva il suo estro e la sua creatività, inserendo nuove decorazioni e nuove sfumature, le ali mi sembravano sempre più belle, e più adatte alla mia personalità.

La zona prescelta è stata naturalmente la schiena: le ali vere e proprie sulle scapole, ed i motivi decorativi dalla nuca a metà della schiena lungo la colonna vertebrale.

Il giorno fatidico è giunto, tre giorni fa. La prima ora è trascorsa per mettere in posa il disegno sulla schiena, operazione resa difficile dal fatto che ho una spalla leggermente più alta dell'altra.

Stesa a pancia in giù sul lettino, dopo la disinfezione e la preparazione delle lame e del necessario, iniziano i primi tagli sulla scapola sinistra: all'inizio, è vero, il dolore sembra quello di un tatuaggio, ed è abbastanza sopportabile...ma peggiora di un poco verso i fianchi e le costole!!!

Ogni tanto una lama spuntata viene sostituita.

Ultimata la scapola sinistra, mi viene applicata una pomata leggermente anestetica, che contiene anche una sostanza a base adrenalinica per contenere la perdita di sangue, che fino a questo momento è stata abbastanza sostenuta: dall'odore sembra di essere in una macelleria!

L'intera operazione si ripete sulla scapola destra, pomata compresa, e il tutto porta via un'ora.

Ora entrambe le scapole pulsano al ritmo del mio cuore.

L'artista ritorna alla scapola sinistra per approfondire le incisioni e...sorpresa! L'anestesia locale non ha preso, per cui il dolore comincia a diventare meno sopportabile. E c'è da dire che per fortuna io ho una soglia del dolore molto alta! Ma ogni linea ora è una stilettata di dolore, anche se Brenno è molto abile e VELOCE.

Il tutto si ripete per la destra...e io, un po' per scherzo ed un po' sul serio, comincio a chiedere di andarmene via senza il resto del disegno...finchè mi viene raccontato di un cliente cui mancava un solo branding di quattro che scappava per tutto lo studio pur di non soffrire più!

A quel punto non posso fare la stessa figuraccia...

Sono giàpassate un paio d'ore, e siamo appena a metà del lavoro, sfumature escluse.

Ora è il turno del centro della schiena, e si parte dal basso, in modo che poi la fuoriuscita di sangue non ostacoli il procedere del lavoro.

Qui l'artista ha deciso di incidere più in profondità, anche perché la pelle è più dura.

Non sono più sdraiata, ma seduta, e man mano che si sale devo tenere la schiena curva e in tensione. Dopo pochi minuti già tremo per lo sforzo e per il dolore che, se è possibile, qui è anche più intenso, forse perché la zona della colonna vertebrale è una zona fortemente innervata.

E nascono così la serratura al centro, i fiorellini sotto la nuca e le spirali ornamentali in fondo.

Insieme alle tre spire di piume sulle scapole, formano un disegno meraviglioso.

Peccato che anche questo vada "ripassato" per allargare l'incisione...porca miseria che male!

Ma io credo di non poter sopportare di più...gli ultimi tagli li abbiamo fatti con il controllo della respirazione, metodo più lento, ma che permette di controllare un po' anche il dolore.

Le forze mi hanno quasi abbandonata, ma non il senso dell'umorismo...e nemmeno la motivazione!

E sono pronta per il rush finale...anche se molte sono le bestemmie che ho pronunciato dentro di me!

E' il momento delle sfumature...la lama ora è più sottile.

Vengono tracciate tante linee parallele meno profonde, e poi altre perpendicolari a queste.

Per fortuna è una procedura più veloce, perché intanto sono già tre ore che sono sotto i ferri!

Sospiro di sollievo...è finito...

Ma mi sbaglio: mancano ancora i cerchietti...via dermal punch...non ho mai visto un bisturi circolare.

Anche questi una goduria...soprattutto quelli sulla nuca, a cui viene anche asportata la pelle!

Ma proprio quando Brenno dice è finito e io finalmente rilasso i muscoli tesi e mi permetto di respirare (anche se ogni respiro è una tortura per il dolore), ecco che arriva il disinfettante!

Pulire pulire, togliere i coaguli...che maledizione!

Sudore e sangue...mancano le lacrime dico io, per avere una bella metafora di vita e morte!

E' davvero finita...ora si applica la vaselina e poi eccomi avviluppata nel cellophan...e lo dovrò cambiare due volte al giorno per almeno dieci giorni.

Ma anche se avessi saputo di tutto il dolore (credetemi, fa male!), io l'avrei fatto lo stesso.

E' stata una delle cose più importanti che abbia fatto nella vita.

Mi ha cambiata...a livello del corpo, ma soprattutto ha accresciuto i miei limiti...mi ha permesso di provare a me stessa che si può superare anche il dolore, quando c'è uno scopo.

Ed è merito soprattutto di Brenno, l'artista che mi ha dato le ali...

Se non avessi avuto lui cui affidarmi, forse non avrei mai potuto volare!

Grazie di cuore

Details

submitted by: Anonymous
on: 31 Jan. 2008
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Artist: Brenno+Alberti
Studio: Body+Factory
Location: Trieste+Italy

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